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Famiglia Bianchi Bandinelli

Note sul fondo

Il fondo Bianchi Bandinelli, presente nella Biblioteca della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Siena, venne acquistato dalla biblioteca stessa nel 1988, su proposta del Prof. Carlo Pazzagli, presso la libreria antiquaria S. Bernardino di Firenze.

Di recente, l’interesse della biblioteca per il proprio materiale archivistico ha fatto sì che venisse intrapreso un lavoro di ordinamento ed inventariazione.

Il fondo Bianchi Bandinelli, di fatto, rappresenta il completamento della documentazione riguardante la famiglia Bianchi Bandinelli, già ordinata ed inventariata, visibile presso l’Archivio di Stato di Siena.

L’arco cronologico nel quale è possibile inquadrare le carte Bianchi Bandinelli va dal secolo XVII al secolo XX. In realtà pochissimi sono i documenti del 1600, così come poche sono le carte del ‘900: solo alcune lettere scritte da Ranuccio Bianchi Bandinelli alla donna che diverrà sua moglie, telegrammi di congratulazioni per le avvenute nozze, nonché cartoline e lettere di vario genere. Di discreta entità è la sezione relativa al secolo XIX.

La parte più consistente del fondo è senza dubbio costituita dai documenti del secolo XVIII, che possiamo suddividere in due sezioni fondamentali: affari di famiglia ed affari amministrativi. È in ogni caso pertinente assegnare questa partizione a tutto il materiale posseduto, sebbene l’aspetto commerciale ed amministrativo sia prevalente in quasi tutte le carte.

Vari personaggi appartenenti alla famiglia si avvicendano nei documenti Bianchi Bandinelli, intrecciando rapporti personali e commerciali con altre note famiglie senesi (gli Ugurgeri o i Placidi, per es.), con i Cavalieri di Santo Stefano, con i Cavalieri di Malta, solo per citare alcuni esempi.

Per quanto riguarda gli affari amministrativi, si va dalla contabilità delle tenute (raccolta dell’olio, produzione di vino, di farina di castagne) ai rendiconto che puntualmente venivano inviati dai collaboratori della famiglia dalle varie città europee (Lisbona, Amsterdam, Londra) circa il commercio di spezie, stoffe, tabacco e vino.

Piuttosto numerosi sono infine i documenti che testimoniano un rapporto alquanto stretto con il Monte dei Paschi.